Conegliano Valdobbiadene · Patrimonio UNESCO

Un territorio che sa di meraviglia.

Nel nord-est della Penisola, tra le Dolomiti e il Mare Adriatico, si estende un paesaggio di rara bellezza.

Onde verdi che si susseguono su pendii a tratti ripidi e impervi.

L’armonia tra la manualità dell’uomo e la maestosità della natura.

Nella seconda metà dell’Ottocento, Antonio Carpenè seppe interpretarne la morfologia e valorizzarne la vocazione vitivinicola, contribuendo a trasformare una realtà rurale in eccellenza enologica, tra le più apprezzate al mondo. Da più di un secolo e cinque generazioni, la famiglia Carpenè custodisce questo patrimonio con la stessa passione e intraprendenza, mantenendo un legame radicato nella propria terra, la cui attenta cura genera meraviglie per il palato.

Terroir unico

I terreni racchiudono la memoria del mare.

Le Dolomiti disegnano l’orizzonte e riparano i vigneti dai venti freddi di nord-est. Una brezza leggera accompagna le stagioni, rendendo il clima mite e favorendo il lento ritmo della maturazione. I terreni, un tempo fondali marini, oggi ne conservano il carattere e la mineralità, preservando un’eredità di sedimenti, argille e arenarie.

Sedimenti
Argille
Arenarie

L’eredità stratigrafica di un antico fondale marino.

Patrimonio dell’umanità
2019

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Si estendono lungo una fascia collinare nel cuore della provincia di Treviso, da Valdobbiadene a Vittorio Veneto, fino ad abbracciare Conegliano. Nel 2019 sono diventate ufficialmente patrimonio di eccezionale valore per l’umanità: un riconoscimento che evidenzia il valore di un luogo in cui gran parte del lavoro viene ancora effettuato manualmente.

Dorsali strette

La particolare conformazione geologica che dà al paesaggio il suo profilo inconfondibile.

Ciglioni

Terrazzamenti erbosi privi di muratura, modellati e mantenuti a mano generazione dopo generazione.

Paesaggio a mosaico

La convivenza dei vigneti con un’ampia superficie boschiva, tessera dopo tessera.

Viticoltura eroica

600–700 ore di lavoro manuale per ettaro. Ogni anno.

In questo territorio la pendenza esclude quasi ogni meccanizzazione: il lavoro resta nelle mani di chi lo fa, tanto da farsi “eroico”. Nelle zone più piane, dove la meccanizzazione è comune, ne bastano 150–200.

Colline di Conegliano Valdobbiadene
600–700
Zone pianeggianti
150–200

Fino a quattro volte il lavoro manuale richiesto in pianura.

Le denominazioni

Due perimetri, una sola origine.

D.O.C.G.
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Ettari
0
Bottiglie
0 mln
Bott. / ettaro
0

Solo sulle colline tra le città di Conegliano e Valdobbiadene. L’elevazione, il clima mite e i suoli creano le condizioni ideali per ottenere Prosecco di qualità superiore: lo spumante con metodo Martinotti-Charmat più richiesto al mondo. I vini seguono rigide linee guida e vengono degustati e controllati dal Consorzio prima della commercializzazione. È il riconoscimento riservato ai vini di massimo livello qualitativo, il vertice dell’espressione territoriale.

D.O.C.
Denominazione di Origine Controllata
Ettari
0
Bottiglie
0 mln
Bott. / ettaro
0

Un’area che copre Veneto e Friuli, di cui il 33% è Prosecco DOC Treviso. Ogni fase, dalla coltivazione delle uve alla vinificazione, segue regole precise che garantiscono qualità, autenticità e un forte legame con il territorio. Scegliere un vino DOC significa scoprire l’espressione autentica della tradizione vitivinicola italiana.

La scala reale
Superficie vitata
D.O.C.G. · Conegliano Valdobbiadene
8.088 ettari
D.O.C. · Veneto e Friuli
24.450 ettari
Bottiglie prodotte
D.O.C.G.
91 milioni
D.O.C.
439 milioni
Resa per ettaro
D.O.C.G.
11.300 bottiglie / ha
D.O.C.
18.000 bottiglie / ha

La DOCG occupa un terzo della superficie e produce un quinto delle bottiglie: è il perimetro più stretto, quello delle colline.

Dalla terra al calice.

Cinque generazioni di cura hanno reso queste colline un linguaggio riconoscibile. Il resto lo racconta la bottiglia.